La prima scheda telefonica italiana: la Serie 0 del 1976
La prima scheda telefonica italiana Γ¨ del 1976, la emette la SIP e nasce da una prova sul campo fatta a Roma. I collezionisti la chiamano Serie 0, o precursoria SIDA, ed Γ¨ il punto zero di tutto quello che viene dopo.
In breve
La prima scheda italiana Γ¨ del 1976, emessa da SIP con brevetto SIDA, provata al Galoppatoio di Villa Borghese a Roma. Valeva quattro unitΓ da 50 lire, era in cartoncino pressato con la banda magnetica verticale al centro. Γ la serie che i collezionisti chiamano Β«precursoriaΒ».
Com'Γ¨ andata, nel 1976
L'idea era risolvere un problema pratico e noioso: le cabine andavano riempite di gettoni e monete, e qualcuno doveva svuotarle. La SIP mette in prova un sistema a scheda prepagata al Galoppatoio di Villa Borghese, a Roma. Il brevetto Γ¨ SIDA, e la scheda di quella prova Γ¨ quella che oggi viene catalogata come Serie 0.
Non era una scheda da 5.000 lire come quelle che ricordiamo tutti: valeva quattro unitΓ da 50 lire. Un oggetto da esperimento, non da mercato di massa.
Come si riconosce una SIDA da una Urmet
Γ la distinzione che conta davvero, e si vede a occhio nudo.
- SIDA β la banda magnetica Γ¨ verticale, al centro della scheda, e il supporto Γ¨ cartoncino pressato e stampato: al tatto Γ¨ carta, non plastica.
- Urmet β la banda magnetica Γ¨ orizzontale, sul lato lungo, e c'Γ¨ il talloncino nell'angolo in alto a sinistra, con la tranciatura perforata per staccarlo. Il supporto passa poi al PVC, cioΓ¨ alla plastica delle schede che tutti abbiamo avuto in tasca.
Urmet comincia a lavorare al proprio brevetto nel 1984 e produce i primi prototipi nel 1985. Sulla data della prima commercializzazione della cosiddetta Serie Rossa le fonti non concordano: si trovano indicate sia il 1985 sia il 1987. Se qualcuno te la dΓ per certa in un senso o nell'altro, Γ¨ il caso di chiedere su cosa si basa.
Esistono poi altri brevetti che si incontrano meno spesso: Alcatel Bell con la banda sul retro, DLRCT con la banda orizzontale alta 12 mm, GPT, Tamura (senza banda, con l'informazione magnetica distribuita su tutta la superficie) e le schede a microchip, il cui primo brevetto Γ¨ Siemens, 1984.
PerchΓ© le precursorie sono quelle che si cercano
Per tre motivi che valgono per qualunque collezionismo. Sono le prime, quindi chiudono una collezione che altrimenti resta monca. Sono state prodotte in pochissimi esemplari, perchΓ© nascevano da una prova e non da una distribuzione nazionale. E quasi tutte sono state usate e buttate: nel 1976 nessuno pensava di conservare una tesserina per il telefono.
Prima di festeggiare: tre controlli
Se pensi di averne una, questi tre passaggi valgono piΓΉ di qualsiasi cifra letta online.
- Guarda la banda. Verticale al centro e supporto in cartoncino indicano una SIDA. Orizzontale e PVC vuol dire Urmet, cioè un'altra epoca e un altro ordine di valore.
- Cerca il taglio. Quattro unitΓ da 50 lire Γ¨ un'indicazione molto diversa da 5.000 lire.
- Controlla il catalogo, non gli annunci. Il riferimento italiano Γ¨ il catalogo Golden (Golden Lira per le schede in lire, Golden Euro per quelle in euro); esistono anche il C&C, piΓΉ ampio su varianti e prototipi, e il Teleset per SIP e Telecom in lire. Quando qualcuno dice Β«la Golden 1909Β» intende il numero di catalogo di quella scheda, non una caratteristica fisica del pezzo.
I prezzi che leggi non sono i prezzi che si pagano
Sulle schede telefoniche girano titoli da Β«valgono fino a 10.000 euroΒ». Nella stragrande maggioranza dei casi quelle sono cifre chieste dai venditori, non somme davvero incassate: un annuncio puΓ² restare online per anni senza che nessuno lo compri, e intanto quella cifra diventa il Β«valoreΒ» che tutti citano.
Il modo onesto di farsi un'idea Γ¨ cercare la scheda su eBay filtrando per Β«Inserzioni concluseΒ» o Β«VenduteΒ»: quelle sono transazioni vere. E va detto chiaramente che le schede comuni, stampate in milioni di esemplari, valgono pochi euro. Il valore sta nelle precursorie, nelle tirature basse e negli errori di stampa β non nella scatola di schede degli anni '90 trovata in cantina.

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Richiedi una valutazione βCome si identifica una scheda
Il valore di una scheda telefonica non si legge dalla figura: dipende dal codice, dalla tiratura e dallo stato della banda magnetica. Due schede identiche allβocchio possono appartenere a due emissioni diverse, e una delle due vale molte volte lβaltra.
Per questo il primo passo Γ¨ sempre lo stesso: trovare il numero di catalogo.

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Domande frequenti
Qual Γ¨ la prima scheda telefonica italiana?
Γ la scheda del 1976 emessa dalla SIP con brevetto SIDA, provata al Galoppatoio di Villa Borghese a Roma. I collezionisti la chiamano Serie 0 o precursoria SIDA: valeva quattro unitΓ da 50 lire.
Come riconosco una scheda SIDA da una Urmet?
Dalla banda magnetica e dal materiale. La SIDA ha la banda verticale al centro ed Γ¨ in cartoncino pressato; la Urmet ha la banda orizzontale sul lato lungo, il talloncino nell'angolo in alto a sinistra e, dalle serie successive, il supporto in PVC.
Quanto vale la Serie 0 del 1976?
Non esiste una cifra unica: dipende dallo stato di conservazione e dal fatto che sia stata usata o no. Il riferimento Γ¨ il catalogo Golden, ma per sapere quanto si paga davvero conviene cercare le vendite concluse su eBay invece degli annunci aperti.
Cosa vuol dire Β«GoldenΒ» riferito a una scheda?
Γ il numero del catalogo Golden, il riferimento italiano per le schede telefoniche. Β«Golden 1909Β» indica quella precisa scheda nel catalogo: non Γ¨ una caratteristica fisica del pezzo.